19 lug 2013

Il gene ribelle emigra su Wired

Il gene ribelle ha deciso di emigrare.

Come i nostri antenati che abitavano la Terra milioni di anni fa, il blog ha sentito il bisogno di lasciare la propria terra d'origine per colonizzare ambienti più rigogliosi.

Le pubblicazioni continueranno regolarmente: potrete seguirle su Wired Italia



02 lug 2013

Le 5 parti (quasi) inutili del corpo umano

Denti del giudizio, tendine palmare lungo, orecchie a sventola: queste caratteristiche fisiche erano desiderabili qualche millennio fa, ma a causa dei cambiamenti nella nostra dieta e nell'ambiente stanno scomparendo progressivamente. Tuttavia, non si tratta di inutili vestigia del passato: offrono infatti un prezioso indizio della nostra storia evolutiva

Gogeta Super Sayan 4
Una delle più durature eredità intellettuali di Charles Darwin è l'idea de "l'antenato comune" - ossia che la storia della vita sia come un albero con diverse linee evolutive che si diramano da un tronco comune. Partendo da un unico antenato, tutte le creature viventi si sarebbero differenziate nel corso del tempo in risposta agli stimoli ambientali.
Così, anche gli essere umani avrebbero condiviso migliaia di antenati comuni con altri organismi: si può pensare ad esempio ai Neanderthal - i nostri cugini estinti più vicini - per poi passare agli scimpanzé - i più stretti tra i nostri parenti in vita - tornando indietro lungo l'albero della vita dei primati, fino ai primi mammiferi e persino ai primi esseri viventi.
Per 150 anni, i biologi hanno studiato il corpo umano alla ricerca dei resti dell'evoluzione sotto forma di caratteri apparentemente ridondanti oppure di organi doppioni.
Questo "bagaglio eccedente" è stato spesso considerato un riflesso dell'antenato comune e talvolta persino dei vari stadi dell'evoluzione.

Nel suo libro L'origine dell'uomo, pubblicato nel 1871, Darwin redasse una lista di un gran numero di parti del corpo umano in stato rudimentale, cioè strutture che sono assolutamente inutili o dall'utilità davvero scarsa, soprattutto in quanto le condizioni in cui si erano sviluppate non esistono più.

24 giu 2013

Un rettile di nome Jim Morrison

Che Jim Morrison sia morto è ormai cosa (quasi) certa.

I funerali del leader dei Doors si celebrarono, in gran segreto, la mattina del 7 luglio 1971 a Parigi. Non era presente nessun prete e non venne celebrato alcun rito religioso. La fidanzata Pamela recitò i versi del poema "La celebrazione della Lucertola", scritto nel 1968 dalla stessa rockstar.

I am the Lizard King / Sono il re Lucertola 
I can do anything / posso fare tutto ciò che voglio 
I can make the earth stop in its tracks / Posso fermare la terra nel suo cammino

Ma quello che è stato da poco scoperto sembra essere, fuor di metafora, il vero re delle lucertole. Lungo fino a 1,8 metri e di un peso che poteva arrivare ai 27 chili, Barbaturex morrisoni  è stato ricostruito a partire da una mandibola, rinvenuta da un team guidato da Jason Head. Il quale, nel corso della ricerca che ne è seguita, avrebbe ascoltato proprio i Doors, facendosi suggestionare dalla loro musica e decidendo il nome scientifico della sua creatura (Barbaturex vuol dire "re barbuto": una delle peculiarità dell'animale sono alcune creste sulla mandibola inferiore, possibili segni di una pappagorgia simile a quella delle iguana contemporanee).

Fonte: www.brecorder.com


19 giu 2013

George Orwell e i Big Data

L'Oxford English Dictionary (OED), nel suo ultimo aggiornamento, ha introdotto 1'200 tra nuove parole e revisioni di parole già presenti, tutte nel campo della tecnologia.

Una delle novità più interessanti è "Big Data". Ecco come appare la voce.

Una locuzione molto letta sui giornali negli ultimi tempi, si riferisce a grandi quantità di dati, tanto da essere solitamente difficili da gestire e manipolare a scopo statistico con gli strumenti tradizionali.
Il problema? I Big Data vengono ormai associati a un concetto che sembrava ormai superato: lo stato di polizia.

16 giu 2013

Archicebus achilles: l'anello mancante nel giornalismo scientifico

La notizia è questa: in Cina è stato rinvenuto il fossile di quello che sembra essere il più antico primate mai vissuto. Ad annunciarlo, Nature. Un gruppo internazionale di paleontologi, coordinato da Xijun Ni dell'Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, ha scoperto una creatura di 55 milioni di anni fa, appartenente a una specie finora sconosciuta. Il nome scientifico attribuitole è già curioso: Archicebus achilles.

Archicebus è un costrutto derivato dalle parole greche ἀρχή ("inizio") e κῆβος ("scimmia dalla coda lunga"), mentre achilles si riferisce, semplicemente, ad Achille. Una delle peculiarità della specie in questione è infatti l'insolita anatomia del tallone, molto simile a quello delle scimmie: proprio la parte del corpo che dell'eroe greco è divenuta proverbiale. 

Il più antico scheletro (quasi) completo di primate, Archicebus achilles è stato scoperto nella provincia di Hubei, nella Cina centrale. Fotografia: Paul Tafforeau/ESRF

14 giu 2013

Come usare i Social Media (se sei uno scienziato)

I social media e gli strumenti a essi associati possono essere delle risorse molto gratificanti e utili per uno scienziato. Se si è in grado di usarli.

La rapida evoluzione di Internet sta andando in parallelo con la tendenza a utilizzare i "Big Data" in campo scientifico. In meno di un decennio, i mezzi a disposizione online hanno ottenuto grandi crescita e popolarità (Fig. 1). Sempre più scienziati stanno adesso cercando di sfruttare tali risorse: in particolare i social media, adatti a una continua trasformazione. Esiste un numero di prove sempre più cospicuo che dimostra come la visibilità pubblica e la conversazione costruttiva - resi possibili dai social media - sono un beneficio per gli scienziati in diversi modi.

Figura 1. 

Audience mensile per mezzo di comunicazione mostrata su A) scala   logaritmica e B) scala lineare. 

Le barre scure indicano mezzi tradizionali, quelle chiare mezzi online. I numeri riflettono la potenziale audience mensile peer ogni medium, e non necessariamente il numero di utenti che accede a un particolare contenuto.


1. Migliorando l'efficacia della ricerca

A differenza di quanto pensato da utenti Internet di vecchia data, gli strumenti del Web incrementano la loro produttività e portano a un miglioramento complessivo nell'efficacia della loro ricerca.
Twitter ha aiutato alcuni accademici molto impegnati a proseguire con una nuova ricerca, a preparare il materiale d'insegnamento e a offrire una guida per gli studenti. Facebook ha consentito ad alcuni ricercatori di identificare migliaia di specie di pesci in meno di una settimana. Altri ancora usano le attività online come un modo di organizzare i propri pensieri e le proprie note di ricerca, o di alimentare la creatività e affinare la scrittura. 
Le comunità online possono poi rivelarsi particolarmente utili per argomenti di nicchia, dove i membri hanno bisogni specifici o richiedono contatti esperti. Il crescente ricorso a fonti Web può inoltre espandere e trasformare la cultura scientifica tout court: blog e social media offrono strumenti ideali per conversazioni scientifiche estese (sia per i  commenti pre-stampa, come http://
arXiv.org, sia per le recensioni post-pubblicazione) e favoriscono discussioni veloci sui temi di maggior interesse.
Infine, è sempre più comune che i blog post facciano da base per manoscritti che vengono poi pubblicati.

13 giu 2013

Breve storia dell'hashtag

Dopo tante indiscrezioni, alla fine è successo davvero: Facebook ha introdotto l'uso dell'hashtag.

Utilizzato principalmente su Twitter, questo segno - per quanto semplice - avrà probabilmente un grande impatto sugli introiti del social network di Mark Zuckerberg. Quella che finora appariva come una fastidiosa nonché inutile aggiunta, spesso dovuta alla condivisione automatica di contenuti pubblicati sulle altre piattaforme sociali, sarà presto la normalità.

Ma da dove viene il cancelletto?

12 giu 2013

Come saremo tra 100'000 anni?

Pensate che l'evoluzione sia finita? Vi sbagliate.

L'aspetto che ha l'uomo oggi è frutto di un lungo percorso iniziato circa 18 milioni di anni fa con Proconsul, e che non si è ancora concluso.

Ricostruzione di Proconsul. (Wikipedia)

Alimentazione, medicina, tecnologia: sono solo alcuni dei fattori che stanno incidendo sul nostro sviluppo come specie animale. Senza richiamare scenari da fantascienza, la nostra sostituzione in molti ambiti da parte dei robot modificherà le nostre abitudini, la nostra biologia e la nostra psicologia.

L'artista visuale Nickolay Lamm ha lavorato con il genetista computazionale Alan Kwan per mostrarci tre modi in cui l'aspetto fisico di Homo sapiens potrebbe cambiare per adattarsi alle condizioni ambientali del futuro (rispettivamente tra 20 mila, 60 mila e 100 mila anni).

11 giu 2013

PlayStation e Xbox: la console come stile di vita

Il campo di battaglia è pronto: design, joypad, motion control sono alcune della armi a disposizione dei due eserciti. Ma non ci sarà alcuna vittima, poiché le parti risulteranno entrambe vincitrici.

I protagonisti di quest'epica vicenda sono PlayStation e Xbox, le due console che da anni si contendono gran parte del pubblico dei videogiocatori: a colpi di annunci, indiscrezioni e smentite, Sony e Microsoft sono ormai abituate a innovare costantemente i loro prodotti di punta nel campo del puro intrattenimento.
L'obiettivo? Essere sempre un passo più avanti del rivale.

Fonte: http://www.consolegames.ro/

Il 10 giugno 2013 - quella che doveva essere l'ennesima giornata campale - è stata una dimostrazione di come si tratti, in realtà, di una Guerra Fredda. I due marchi si contendono un pubblico formato principalmente da hardcore gamers, ovvero persone che hanno vissuto la nascita e la crescita del fenomeno e che considerano i videogiochi parte integrante della propria cultura. Lo dimostra il fatto che l'età media di questa gruppo umano sociologicamente eterogeneo sia di 37 anni: gente svezzata a pane e Star Wars, che fa della propria console uno stile di vita.

10 giu 2013

Data Journalism: finalmente una "terza cultura"?

Essere giornalisti non vuol dire soltanto scrivere. Per fare informazione, non è più sufficiente avere un bello stile: oltre alle conoscenze letterarie, servono anche quelle tecniche. Ciò non significa necessariamente essere esperti di una "disciplina", anzi spesso è più utile il contrario: abbracciare diversi settori culturali, appartenenti tanto all'umanesimo quanto alle scienze. L'uso dei numeri, poi, facilita di molto il lavoro del reporter, da un lato fornendo solide basi per i suoi reportage, dall'altro permettendogli di illustrare in modo più accattivante i suoi risultati.

Tutto questo è "Data Journalism".
Un approccio all'informazione che, attraverso l'uso di database, mappe digitali e software di analisi, racconta una notizia o un fenomeno con un output visivo, spesso fondendo i diversi elementi a disposizione dell'autore.

Nel 1861 Charles Joseph Minard rappresentò, attraverso un grafico seminale, la disastrosa marcia su Mosca di Napoleone e le quattro diverse variabili che contribuirono al suo fallimento.
Questa viene ancora considerata la prima infografica della storia.
Per lo sviluppo di questo settore sono fondamentali gli Open Data: grandi archivi pubblici che mettono a disposizione di tutti i cittadini i dati relativi a diversi settori della vita collettiva. Su questo, purtroppo, l'Italia non eccelle. Nel mondo anglo-sassone l'esperienza è più lunga: il data.gov statunitense e il data.gov.uk britannico garantiscono un accesso ai dati pubblici molto maggiore rispetto alla Legge n. 241 del 1990 in Italia. Il portale www.dati.gov.it ha recentemente pubblicato un rapporto sullo status degli Open Data nel nostro Paese: accompagnato da cinque infografiche, ri rivela particolarmente utile anche perché aggiornato constantemente.
Tuttavia, non è tanto una questione di legislazione, quanto di cultura: bisogna imparare, anche nel nostro Paese, che  una semplice infografica può essere più potente di mille articoli.

05 giu 2013

Le 10 assurde leggi dell'evoluzione secondo la fantascienza

Potrà anche essere una delle idee scientifiche più controverse della storia recente, ma l'evoluzione è sicuramente noiosa da vedere all'opera nella vita reale. Per questo motivo, le storie di fantascienza cercano di renderla più divertente rispettando 10 speciali leggi.



1. Esiste un "passaggio successivo" dell'evoluzione e gli esperti lo conoscono già

Non è affatto piacevole parlare di come i cambiamenti evolutivi siano il risultato dell'adattamento all'ambiente perché, prima di tutto di che diavolo state parlando? e poi per fare un film apolitico non vanno bene queste scomode verità. A quei tizi nei laboratori basta guardare in un microscopio per scoprire il prossimo passo: l'evoluzione è come una storia, e gli scienziati hanno gli spoiler sulla fine. Hanno l'abilità di portare alla luce le cose con il solo potere della mente.

02 giu 2013

Il darwinismo musicale al Wired Next Fest

Lo studio della teoria dell'evoluzione non è molto diffuso nel nostro Paese. Il rischio è che, quando si parla di Charles Darwin, vengano in mente delle strane idee sulla sopravvivenza del più forte e su esseri umani nipoti di scimmie.
Tuttavia, benché sia auspicabile uno studio approfondito di questi temi, non si può pretendere che in eventi di ampia portata come il Wired Next Fest si parli dei dettagli della biologia evoluzionistica. Pertanto, il fatto stesso che nel festival dedicato al meglio dell'innovazione italiana e internazionale si usi il termine "darwinismo" è, per certi aspetti, un bene.

Come hanno fatto, durante l'inaugurazione, nientepopodimeno che Bruce Sterling, il padre del cyberpunk, e Boosta, musicista e componente dei Subsonica. Non è sicuramente un caso che i due vivano a Torino, la città che ospita anche Codice Edizioni, una casa editrice molto attiva in campo scientifico e tecnologico che ha anche prodotto il festival.

Foto di @hihickster

27 mag 2013

La maglietta del Paris Saint Germain: evoluzione convergente?

Chi è nato negli anni Novanta probabilmente non lo ricorderà, ma uno dei calciatori più famosi degli ultimi anni, Ronaldo de Assis Moreira meglio noto come Ronaldinho, non ha iniziato la propria carriera in quella che è considerata la squadra più forte del mondo, il Barcellona. Benché sia ricordato principalmente per le prodezze compiute al Camp Nou, l'asso brasiliano arrivò in Europa grazie a un club francese, il Paris Saint Germain, giocando la sua prima partita esattamente un mese prima dell'attentato alle Torri Gemelle di New York.

Quella del suo esordio a Parigi è una stagione segnata dalle veementi proteste dei tifosi del club. La causa? Che ci crediate o no, lo spostamento della banda rossa [dal centro] alla sinistra della maglia.

Quella del Paris Saint Germain è una delle divise più riconoscibili del panorama calcistico europeo: il modello storico, soprannominato "Hechter" dal nome dello stilista e presidente del PSG che lo creò nel 1973, la rende davvero inconfondibile. O meglio, la rendeva.

Infatti, il fornitore tecnico Nike ha deciso da qualche tempo che il modello in cui tutti  gli appassionati del club si riconoscono non va più bene. Ogni anno, l'azienda statunitense propone delle variazioni che apparentemente hanno il solo scopo di far arrabbiare la tifoseria, causando - si suppone - anche un calo nelle vendite del merchandising

22 mag 2013

L'evoluzione dei (caschi dei) Daft Punk

Sono pochi i protagonisti della pop music che hanno dato tanta enfasi all'aspetto visuale del proprio lavoro - pur rimanendo virtualmente senza volto di fronte al mondo - come i Daft Punk.

Per presentare il loro ultimo album, Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter hanno indossato abiti firmati dal marchio Yves Saint Laurent. Fonte: http://www.ysl.com.

Nonostante i loro volti misteriosi, i due DJ francesi sono infatti diventati delle icone, sia per i loro abiti inconfondibili - costumi da robot indossati in ogni apparizione pubblica, che supportano e contemporaneamente ironizzano (sul)la musica meccanizzata - sia per la loro comunicazione visiva, ambiziosa e fantasiosa.

Un contributo importante alla loro identità è sicuramente quello dato dai loro caschi, che lungi dal rimanere uguali a se stessi nel corso del tempo, hanno vissuto una vera evoluzione, senza però snaturare la percezione del duo parigino da parte del pubblico, ma al contrario - paradossalmente - rafforzandola.

Dal synthpop di Discovery fino alla colonna sonora di Tron: Legacy, passando per la house-techno di Human After All: com'è cambiato questo simbolo della musica elettronica contemporanea?

In attesa del prossimo disco, e quindi del prossimo hype, non resta che godersi, oltre alla loro musica, anche il loro dress code variabile.

18 mag 2013

Tale cane, tale padrone

Non facciamo riferimento alla recente norma di un comune bergamasco secondo la quale "È fatto divieto assoluto di consentire la libera circolazione dei cani, senza la presenza di un conduttore di una corporatura e un peso proporzionato alla mole dell'animale".
Bensì a uno studio di alcuni ricercatori della University of Chicago che dimostra come il legame tra cani e uomini sia antico e duraturo, in quanto iscritto nel DNA.

Fonte: http://menandtheirdogs.tumblr.com/

16 mag 2013

"Una foto con Charles" al Salone del Libro

Il Salone Internazionale del Libro di Torino è ormai alle porte: il programma è online, gli stand delle case editrici sono stati allestiti, e l'hashtag ufficiale dell'evento è pronto da tempo. Insomma, è tutto pronto per l'evento che dal 16 al 20 maggio attirerà, non solo dall'Italia, gli amanti della lettura (in tutte le sue forme).

Fonte: www.formiche.net

11 mag 2013

Charles Darwin a Barcellona

Il Museo Marítim de Barcelona ha appena inaugurato una mostra interamente dedicata a Charles Darwin. Un'occasione importante per conoscere meglio il padre della teoria dell'evoluzione.

Museo Marítim de Barcelona. Fonte: Wikipedia.

07 mag 2013

Moltiplicamore: una piattaforma social per le adozioni a distanza

Sono tante le organizzazioni che lavorano quotidianamente per proteggere i bambini/le bambine, soprattutto quelli che vivono nei cosiddetti "Paesi in via di sviluppo" (Pvs). Benché non molto conosciute, anche l'Italia ne ospita molte: realtà spesso piccole, che fanno fatica a portare avanti i propri progetti.
Tuttavia, le nuove funzionalità del web e i social network possono essere di grande aiuto, a patto che vengano utilizzati nel modo corretto.

Il Non Profit Report 2012 è scaricabile gratuitamente su: http://www.contactlab.com/nonprofitreport2012.

05 mag 2013

Quando i dinosauri avevano le ali

È difficile assistere di persona alle meraviglie che la natura ci offre. Tuttavia, a volte è sufficiente guardarsi intorno per vederle in azione: una di queste sono le piume degli uccelli.
L'origine di questo strumento straordinario rappresenta uno dei misteri più duraturi dell'evoluzione. Nel 1861, due anni dopo la pubblicazione di The Origin of Species di Charles Darwin, alcuni uomini che lavoravano in una cava in Germania scoprirono degli spettacolari fossili di un animale piumato delle dimensioni di un corvo, vissuto circa 150 milioni di anni fa: fu ribattezzato Archaeopteryx (letteralmente, "ala antica").

Ricostruzione di Archaeopteryx. Fonte: www.spiegel.de



03 mag 2013

Il dodo solitario

The Lonely Dodo è un progetto a cui può partecipare chiunque, dedicato alla salvaguardia delle specie animali in via di estinzione. Per promuoverlo, è stato realizzato un simpatico (se non fosse drammatico) video che narra la vicenda del dodo, simbolo della distruzione ambientale da parte dell'uomo.
 

26 apr 2013

Cosa possono insegnarci le formiche?

Le formiche sono tante, hanno 150 milioni di anni e sono degli insetti eusociali. Hanno cioè un'organizzazione sociale molto forte: suddivisi solitamente in caste e dotati di un forte senso altruistico verso la propria colonia, arrivano a sacrificare la propria vita per essa.

Dunque, il loro successo ecologico è dovuto innanzitutto all'elevato livello di cooperazione e alla sofisticata divisione del lavoro che mettono in atto. Tanto che secondo due studiosi come Bert Hölldobler e Edward O. Wilson una colonia di formiche è un vero e proprio organismo, o meglio un superorganismo, privo di testa: poche semplici regole (da loro definite «algoritmi»), eseguite in maniera ripetitiva da animali apparentemente privi di coscienza e ragione, danno luogo, per un fenomeno di organizzazione spontanea, a una civiltà.

Numerosi studi sugli insetti sociali hanno infatti messo in evidenzia che, nonostante la grande varietà dei compiti svolti dalle formiche operaie, non vi è alcun controllo centrale della suddivisione del lavoro. Il loro comportamento è influenzato dagli stimoli dell'ambiente e dall'interazione con le compagne, ma le modalità di questo processo sono sempre state un mistero.
Una nuova tecnica di tracciamento, utilizzata da alcuni ricercatori fra cui l'italiano Alessandro Crespi, ha però permesso di analizzare meglio gli spostamenti delle formiche e le loro interazioni. Lo studio, pubblicato su Science, ha confermato che la casta delle operaie è divisa in tre classi ma ha scoperto che il passaggio dall'una all'altra classe non è determinato esclusivamente dall'età, come si pensava.

21 apr 2013

L'evoluzione di Giorgio Napolitano

[L'intenzione di questo post non è denigrare la persona di Giorgio Napolitano]

Nato a Napoli nel 1925 da una famiglia liberale, l'attuale Capo dello Stato inizia i propri studi al Liceo Classico Umberto I: dopo aver frequentato quarta e quinta ginnasio, salta direttamente alla seconda liceo (evidentemente, è un predestinato).
Nel 1942 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università Federico II di Napoli. Durante gli anni dell'università fa parte - insieme a Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli e Francesco Rosi - del Guf, il gruppo universitario fascista, di cui dirà più avanti: «Il Guf era in effetti un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato».

Fonte: www.huffingtonpost.it
Dal numero di citazioni che lo riguardano all'interno nei libri di storia, si potrebbe dedurne che quando si iscrive al PCI nel novembre del 1945 diventando funzionario del partito, nessuno se ne sia accorto. Eppure si trova già nel posto giusto, al momento giusto, e soprattutto nel gruppo giusto.

17 apr 2013

L'importanza di chiamarsi "sediba"

Alcune scoperte rivoluzionano palesemente la vita quotidiana; altre lo fanno in maniera meno evidente, ma sono altrettanto importanti per il progresso culturale e materiale della specie umana. Quella di cui si parla qui rientra tra le seconde, ma è un avvenimento che può incidere talmente tanto nella comprensione di noi stessi che trascurarlo sarebbe un'eresia.

La rivista Science gli ha dedicato una Special Issues pubblicata lo scorso 12 aprile: sei articoli che analizzano i resti dell'Australopithecus sediba scoperti nel sito di Malapa, 15 km a nordest dei famosi siti archeologici di Sterkfontein e Swartkrans, in Sud Africa.

Il luogo del ritrovamento ha fornito probabilmente il più ricco insieme di fossili di ominini* dell'intero continente africano. Rinvenuti nell'agosto del 20008, hanno permesso nel 2010 il riconoscimento di una nuova specie, il cui nome deriva da un termine che nella lingua Sotho sta per "fonte", "sorgente". Gli oltre 220 frammenti hanno infatti permesso di collocarlo in una posizione privilegiata all'interno dell'albero genealogico dell'essere umano: vissuto tra i 2 e gli 1,5 milioni di anni fa, aveva una capacità cranica di 420–450 cm(circa un terzo rispetto a un uomo contemporaneo) e una mano sorprendentemente moderna, la cui presa precisa permette di pensare che fosse in grado di realizzare degli utensili.

06 apr 2013

Alla scoperta di Homo Sapiens


L'articolo 1 de La Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, sembra la frase ideale per sintetizzare lo spirito di "Homo Sapiens", la grande mostra itinerante nata da un'idea di Luigi Luca Cavalli Sforza e curata da Telmo Pievani.
Niente di strano: se è vero che la ricerca scientifica ha come obiettivo principale quello di migliorare la qualità della nostra vita, è più che normale che l'evoluzionismo voglia contribuire - attraverso i suoi esponenti migliori - alla convivenza umana nel mondo contemporaneo. Naturalmente, su solide basi teoriche e pratiche.

25 mar 2013

L'evoluzione dell'iPhone

Come detto nel post precedente, è grazie al design che la ricerca scientifica può renderci la vita più comoda, attraverso le innovazioni che danno vita a prodotti come gli smartphone. Ed è grazie ai progettisti - che hanno sviluppato l'hardware e il software che permettono a questi dispositivi di funzionare al meglio - che possiamo eseguire molte funzioni diverse: svegliarci in tempo, cercare informazioni su Internet, ascoltare musica e guardare film, ecc.

Come sostiene Alice Rawsthorn, "il design può essere un valido aiuto o un grosso ostacolo in molti altri aspetti della quotidianità. [...] Se impiegato con criterio, può essere fonte di piacere, possibilità di scelta, forza, bellezza, comfort, decoro, compassione, integrità, ambizione, sicurezza, benessere, diversità e molto altro ancora. Se, al contrario, si abusa del suo potere, il risultato può portare a sprechi, confusione, umiliazione, paura, rabbia e persino pericolo."

Ecco perché uno smartphone in grado di unire una funzionalità avanzata a un'estetica minimalista è diventato l'emblema del design contemporaneo (con tutti i pro e i contro che esso porta con sé). 


Fonte: http://en.rian.ru

18 mar 2013

Il design al servizio dell'uomo

Manca meno di un mese al Salone Internazionale del Mobile, l'appuntamento che ogni anno richiama a Milano il meglio dell'imprenditoria italiana nel settore dell'arredamento e, di conseguenza, decine di migliaia di visitatori. Ancora più attratti, probabilmente, dalla Milano Design Week, più comunemente noto come "Fuori Salone":  una moltitudine di iniziative dislocate in diverse zone che animano l'intera città, istituzionalizzate all'inizio degli anni '90 grazie alla rivista Interni, che ne pubblica annualmente una guida allegata al numero di aprile.



Spesso e volentieri, il termine che viene più frequentemente associato a eventi del genere è "fuffa"*. Questo perché il design è associato a una galassia di professionisti - i designer, appunto - difficilmente collocabili in una categoria, e per questo impossibili da etichettare. Di conseguenza, ciò di cui costoro si occupano viene considerato frivolo e non necessario.

09 mar 2013

La Città della Scienza e i piromani culturali

Ho scoperto che nei capannoni dell'ex Italsider si propagandava l'evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici.



Potrebbe sembrare una provocazione da «purché se ne parli», ma - conoscendo la testata di pubblicazione - quella riportata in un articolo apparso il 7 marzo sulla prima pagina de Il Foglio è una vera dichiarazione di arretratezza culturale.

Il Foglio Città della Scienza
Il pezzo si riferisce evidentemente all'incendio che il lunedì sera precedente aveva rovinosamente colpito la Città della Scienza nel quartiere Bagnoli di Napoli, distruggendola quasi completamente.

Sin dal titolo, l'autore sostiene che sarebbe stato meglio se questo vero e proprio cuore pulsante della cultura, scientifica e non solo, dell'intero Mezzogiorno fosse stata divorata dalle fiamme tempo fa. Ecco perché:

05 mar 2013

Breve storia del volto umano [video]

Lo scorso anno, presso il museo di storia naturale Senckenberg di Francoforte, alcuni scienziati hanno realizzato una mostra in cui erano esposti 27 modelli facciali di ominidi, ricostruiti sulla base di frammenti ossei, cranî e denti provenienti da tutto il mondo.

I paleoantropologi del Senckenberg Research Institute sono stati in grado di estrapolare le probabili sembianze dei nostri antenati, dal più antico conosciuto finora — Sahelanthropus tchadensis, i cui resti sono stati rinvenuti nel deserto del Djurab occidentale, in Ciad e vissuto intorno ai 6,8 milioni di anni fa — fino a Homo Sapiens, attraverso un esemplare di 56.000 anni or sono.

Sarebbe già interessante scorrere tutte le immagini dei modelli presentati, ma lo è ancor di più vedere l'animazione realizzata da Dan Petrovic. Non si tratta di un esempio di evoluzione lineare: le diverse regioni danno vita a caratteristiche fisiche molto differenti. Ma resta un prodotto encomiabile.


(Fonte: Sven Traenkner del Senckenberg Research Institute)

È possibile conoscere i dettagli di ciascun modello in questo articolo del The New York Post. Segnaliamo inoltre eFossils, un sito dove si può attingere a un ricco archivio di fossili.


26 feb 2013

Chi vince comanda, e vive più a lungo

Il benessere di una persona può essere peggiorato da quello di un'altra persona. Per rendersi conto di quanto sia vero, bisogna smettere di pensare solo in termini materiali: una volta che le necessità fondamentali della vita sono assicurate, la ricchezza di un individuo è pericolosa non perché riduca quella di un altro, ma perché eleva la persona ricca a uno status più alto.

È proprio questa la parola-chiave: status. Michal Marmot, Professore di epidemiologia e salute pubblica Status Syndrome all'University College di London, nel 2005 pubblicò un testo dall'interessante titolo, con cui coniò l'espressione "Status Syndrome".

La sua tesi è semplice: la posizione socio-economica è un fattore determinante per l'aspettativa di vita. Non si tratta di valori come il reddito, l'educazione o la salute: i benefici sono causati più che altro dalla sensazione di controllare la propria vita. L'autonomia, dunque, è fortemente correlata all'ascesa sociale.


24 feb 2013

Come evolve la pop music

La musica pop dà forma alle nostre vite: abbiamo quotidianamente a che fare con lei, e spesso incide sulla scelta del nostro partner. Le preferenze musicali sono, infatti, uno dei fattori più importanti per determinare la simpatia o antipatia nei confronti di una persona che non conosciamo ancora.

Fonte: http://hdw.eweb4.com

Ormai da qualche anno esistono progetti che cercano di sfruttare queste preferenze per offrire agli utenti un ventaglio di proposte musicali potenzialmente adatte a loro: ne è un esempio Pandora, una internet radio statunitense che si appoggia al Music Genome Project, con l'obiettivo di "catturare l'essenza della musica fino alle sue particelle primarie".

18 feb 2013

L'evoluzione dello sharing paradigm

Tra il 18 e il 22 febbraio Milano ospita la Social Media Week, una manifestazione globale che si tiene contemporaneamente in dieci città nel mondo.
Oltre 40 gli eventi in programma, che coinvolgeranno quattro location principali del capoluogo meneghino e un totale di oltre 150 ospiti nazionali e internazionali. Molti gli argomenti affrontati, davvero per tutti i gusti (non è solo una metafora: si parla anche di "Social Media & Food").


Uno degli incontri di particolare interesse è quello ospitato da Connexia, un'agenzia di comunicazione che si occupa di PR & media relation, social media marketing, web e mobile. Il 21 febbraio, dalle 18:30 si parlerà infatti dello "sharing paradigm" e di come si è evoluto negli ultimi anni con il successo del web 2.0 e dei Social Media.

11 feb 2013

Perché crediamo in Dio

Le credenze religiose rappresentano un vero enigma. Nella nostra vita di tutti i giorni, la maggio parte di noi compie almeno qualche sforzo per controllare la veridicità delle varie affermazioni. Eppure, quando si tratta di religione, ci lasciamo persuadere da storie che contraddicono le leggi note della fisica.

Perché noi esseri umani desideriamo così tanto possedere delle credenze delle quali non saremo mai in grado di provare la veridicità? Voi potreste ben pensare che argomenti siffatti esulino dal dominio dell'indagine scientifica. Ma i biologi evoluzionisti hanno iniziato a sfidare questa visione convenzionale.

Papa Ratzinger

10 feb 2013

Bere come se non ci fosse un domani

La specie umana ama bere (il prodotto fermentato di quasi ogni cosa possa essere resa alcolica). Nonostante la tossicità di questa sostanza, la ingeriamo in tutto il mondo. Per comprendere il nostro amore per l'alcol non è sufficiente dire che ci fa sentire meglio: è necessaria una spiegazione evoluzionistica.

La storia dell'alcol è quella di una relazione intima tra gli uomini e i lieviti: un affair iniziato milioni di anni fa e ancora in corso, in cui il ruolo da protagonista è rivestito da questo arcaico gruppo di funghi, che noi abbiamo in parte "addomesticato" a scopi alimentari. Una simbiosi, insomma, (quasi) perfetta.

Birra

07 feb 2013

Il nostro antenato mangiava gli insetti

Quando si spiega l'evoluzione a chi non la capisce o la rifiuta, si tende a rappresentarla come un percorso lineare lungo il quale - per prendere il caso dell'uomo - una scimmia si solleva sempre più sulle zampe posteriori, perdendo progressivamente il pelo e afferrando oggetti sempre più complessi.

Può sembrare una dichiarazione shock, ma non è affatto così.
Nessun animale si è mai evoluto in un altro animale, sparendo dalla faccia della Terra. Piuttosto, nel corso di milioni di anni, all'interno dei generi si sono sviluppate alcune varianti di una stessa specie, che si sono adattate in maniera diversa all'ambiente, alcune sopravvivendo altre estinguendosi.
Ecco perché non c'è da stupirsi se, come avvenuto recentemente, un team di scienziati guidato da Maureen O'Leary della Stony Brook University di New York e da Jonathan Bloch del Florida Museum of Natural History individua il progenitore di tutti i mammiferi placentati (la sottoclasse di cui fa parte anche l'essere umano) in un piccolo insettivoro simile a Ukhaatherium nessovi.

Progenitore mammiferi
Fonte: www.sciencemag.org

04 feb 2013

Discovering Riccardo III

«Io mi sono ingannato fino ad oggi sopra la mia figura». Sono le parole di Riccardo III, perlomeno di quello protagonista dell'omonimo dramma di William Shakespeare (il cui titolo completo è in realtà The Life and Death of King Richard III). E anche noi potremmo pronunciarle, oggi. Per due motivi:

1) Sembra che l'ultimo re d'Inghilterra del casato York (1452-1485) non sia stato una figura così negativa come è stata dipinta dalla letteratura. Durante il regno del fratello Edoardo IV, dimostrò la propria fedeltà al re mettendosi in mostra come comandante militare.
Benché sia tradizionalmente associato - soprattutto a causa del Bardo - alla corruzione e alla sete di potere, le fonti storiche ci trasmettono un personaggio ben più equilibrato: uomo giusto, fece donazioni alla Chiesa e sostenne le Università (si legga, ad esempio, il Richard III di Charles Derek Ross).

31 gen 2013

Da dove vengono le sirene

Chi non conosce la vicenda di Odisseo, che nel suo lungo viaggio verso Itaca, tra le altre creature fantastiche, incontrò anche le sirene? Chi non conosce la vicenda di Ariel, storica protagonista del film Disney La sirenetta?

Ebbene, quanti conoscono invece i Sirenii? Dal punto di vista biologico, si divide in due famiglie - dugongidi e trichechidi - per un totale di quattro specie: il dugongo e tre diversi lamantini. Al di là del loro aspetto, quest'ordine di mammiferi comprende degli animali molto eleganti, perlomeno in acqua. Il loro nome è facilmente comprensibile se li si incontra presso gli ambienti marini costieri o nelle acque dolci della zona tropicale, i loro habitat naturali.

Lamantino della Florida
Trichechus manatus, o lamantino della Florida, a rischio estinzione. Fonte: www.nationalgeographic.it
Oltre ad essere gli unici mammiferi marini erbivori, sono anche quelli con la documentazione fossile più scarsa. A differenza dei cetacei, infatti, la loro storia evolutiva è limitata a pochi crani e scheletri.
Almeno finora. Un recente ritrovamento ha infatti chiarito la situazione: un fossile di sirenio primitivo (risalente, per l'esattezza, all'Eocene) proveniente dalla Tunisia. Grazie alla microtomografia ai raggi X, si è scoperto che l'esemplare è persino più antico dei Prorastomidae, una famiglia risalente a 50 milioni di anni fa che abitava le coste giamaicane.

27 gen 2013

La musica scritta nel DNA

La musica è una delle attività che contraddistinguono la specie umana, e che hanno contribuito alla sua differenziazione rispetto agli altri animali.
La propensione a utilizzare le note a fini creativi è, tutt'oggi, uno dei nostri tratti più affascinanti, in quanto assolutamente superflua, se considerata dal punto di vista utilitaristico. Contemporaneamente, è anche uno dei più trascurati, proprio perché ritenuto dalla stessa letteratura scientifica un prodotto secondario dell'evoluzione con scopi puramente ludici.

In realtà, si tratta più probabilmente di uno degli adattamenti evolutivi a cui è andato incontro l'uomo lungo il suo cammino verso la condizione attuale.

Le modificazioni del corpo e della mente umani hanno infatti condizionato la nascita della musica, creata e fruita dai nostri antenati, che a sua volta ha inciso sulla loro abilità comunicativa, in primis il linguaggio.
A quanto pare, dunque, la musica è scritta nel nostro DNA: una peculiarità di cui ciascun uomo è dotato fin dalla nascita. Un marchio genetico di Homo sapiens.

20 gen 2013

Evolution Day 2013

È giunto ormai alla sua decima edizione, ma l'Evolution Day - come del resto, la teoria da cui prende nome e ragion d'essere - non invecchia mai.
Il giorno, anzi i giorni, che celebrano l'evoluzionismo in molte città d'Italia sono, infatti, un'occasione unica, almeno per il grande pubblico, di conoscere e approfondire diverse tematiche connesse a Charles Darwin e ai suoi epigoni.

Evolution Day 2013
Non sono infatti molti i periodi dell'anno in cui è facile assistere a conferenze, dibattiti, incontri riguardanti la teoria dell'evoluzione e le sue ricadute in altre discipline: sicuramente, non per colpa di giornalisti e scienziati che se ne occupano quotidianamenteChe la causa sia il creazionismo strisciante (sotto altre forme, vedi l'Intelligent Design) oppure la diffusa mancanza di interesse per settori scientifici così importanti,  il povero Darwin ha modo di conoscere un po' di fama in ben pochi momenti.

19 gen 2013

Quei Cazari degli ebrei

Le ricerche genetiche hanno mostrato che i moderni ebrei dell'Europa Orientale costituiscono il più vasto aggregato etnico-religioso tra le comunità ebraiche esistenti, comprendendo circa il 90% degli oltre 13 milioni di individui sparsi per il mondo. La questione della loro origine è stata oggetto di dibattito per oltre due secoli, senza esser stata risolta. In effetti, spiegarne la massiccia presenza in Europa Orientale è una vera sfida; diverse ipotesi hanno provato a farlo.

Una ricerca condotta da Eran Elhaik, studioso di Epidemiologia genetica, Genetica delle popolazioni ed Evoluzione molecolare presso la Johns Hopkins University di Baltimora, ha recentemente cambiato le carte in tavola, mostrando una complessa ascendenza multietnica di queste popolazioni, solitamente definite "Ashkenazite" (e associate, con questo termine derivante da Aschenaz, capostipite di un popolo che sin dall'VIII sec a.C. viveva nell'Asia Minore e sulle coste del Mar Nero, a quelle dell'Europa centrale). 
In particolare, i risultati dei suoi attenti studi indicano una stretta relazione genetica tra gli ebrei dell'Europa orientale e le popolazioni del Caucaso: i Cazari (Χαζάροι per gli antichi greci), una confederazione di tribù di origine turca, iraniana e mongola che vivevano in quella che oggi è la Russia meridionale, e che fra il VII e il IX secolo si convertirono al giudaismo. 

La Cazaria, o Khazaria.

16 gen 2013

L'anno di Wallace

Quello che è appena cominciato è un anno significativo per chiunque sia interessato all'evoluzione nei suoi diversi sviluppi: si celebra, infatti, il centenario della morte di uno dei naturalisti più importanti degli ultimi due secoli, e non solo. Alfred Russel Wallace.


Se, infatti, nella cultura popolare, il padre dell'evoluzione per selezione naturale è considerato senza dubbio Charles Darwin (1809-1882), pochi sanno che il biogeografo gallese formulò, nello stesso periodo, una teoria molto simile a quella pubblicata, nel 1859, con L'origine delle specie.

14 gen 2013

Gorilla: se un vetro non basta

La dicotomia cultura/natura caratterizza da lungo tempo il pensiero umano: da almeno un paio di millenni, c'è sempre chi si schiera dall'una o dall'altra parte, come se fosse impossibile - per l'animale abituato quotidianamente a scendere a compromessi - conciliare questi due volti dell'esistenza.
In realtà, non è necessario estremizzare così tanto la questione: se non viene maltrattata, la natura è sempre in grado di fornire la materia prima per l'avanzata del sapere, anzitutto in ambito tecnologico.1

Ci sono tanti esempi di come homo sapiens abbia fatto progressi, soprattutto in ambito medico, grazie ai prestiti di Madre Natura, senza evidentemente ringraziarla. L'unico modo in cui si riconosce a esseri viventi non umani la paternità di determinate invenzioni e/o scoperte è assegnando i loro nomi a prodotti nati in laboratorio.
Non è questo il caso (nel senso che di vera e propria paternità non si tratta), ma il solo fatto di chiamare uno dei risultati più innovativi della ricerca moderna come una delle specie più simili all'uomo dovrebbe teoricamente far piacere, a chi ha a cuore il futuro della biodiversità.
Stiamo parlando del Gorilla Glass, di cui durante il CES (Consumer Electronic Show) 2013 di Las Vegas è stata presentata la terza generazione.

gorilla glass 3