20 dic 2011

Musica evoluzionistica

Siamo in un periodo di somme che si tirano e resoconti che si stilano. Dopo la sbornia di fine decennio - quando chiunque tentò di stilare la propria personale classifica del best of degli Anni Zero - adesso bisogna gioco forza limitarsi al meglio dell'anno che sta per finire. Si assiste così a un accalcarsi di liste che, in base a criteri ovviamente personali, desiderano imporre una gerarchia qualitativa ai gusti musicali degli utenti. Con risultati spesso controproducenti.

Se, invece, si assume un punto di vista diverso, in base al quale la musica è un'arte e i suoi migliori prodotti sono eterni, non si ha alcun timore nel guardare al passato, recente o remoto, per ripescare dei capolavori o delle opere particolarmente importanti. Nell'interesse di questo blog, è utile svolgere un'operazione del genere per un album non molto conosciuto nel panorama italiano, che però rappresenta un raro esempio di connubio tra spirito roots americano e sensibilità intellettuale moderna.

Il terzo album dei Low Anthem
Si tratta di Oh My God, Charlie Darwin dei Low Anthem, opera pubblicata nel 2009 dalle due case discografiche, la Nonesuch e la Bella Union. Il trio è formato (al momento dell'incisione del disco) da Ben Knox Miller, polistrumentista e pittore di origine newyorkese; Jeff Prystowsky, bassista jazz proveniente dal New Jersey; Jocie Adams, chitarrista di Providence, Rhode Island.
Il primo è, per nostra fortuna, ossessionato da Charles Darwin, tanto da dichiarare che durante la scrittura delle canzoni, il suo pensiero andava costantemente al conflitto tra il bisogno umano di comunità e il cupo nichilismo che, a suo parere, soggiace alla teoria della sopravvivenza del più adatto. Tuttavia, Miller ammette che il gruppo non vuole schierarsi in una presunta guerra tra religione ed evoluzionismo, ma piuttosto esprimere la speranza e la disperazione della condizione naturale.

Dopo aver diffuso le prime duemila copie dell'album ai concerti, il gruppo ne sancisce la pubblicazione ufficiale il giorno del bicentenario di Charles Darwin, ossia il 12 febbraio del 2009. Particolare anche il packaging, che prevede una copertina artigianale cucita in seta (altro segno della radice Americana della band). Ma la vera forza di Oh My God, Charlie Darwin sta nell'energia che trasuda da tutte le tracce, che pur nella loro unicità mantengono nel complesso un delicato equilibrio tra la durezza del country e la morbidezza della ballata.

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Il gruppo alle prese con Charlie Darwin, la prima canzone dell'album

«Spero che le persone non ci considerino dei relitti», è quanto dice Ben Knox Miller; tuttavia, vestito con una giacca che sembra ricavata da un vecchio sacco di iuta e simile a un giovane Robert de Niro nel corso di un provino, non è facile soddisfarlo. I Low Anthem sono, nella loro versione migliore, dei compositori perfetti per un'orchestra hipster, con la delicata voce del loro frontman adeguatamente accompagnata da una varietà di eccentrici strumenti.

Jocie Adams, Ben Knox Miller and Jeff Prystowsky (fonte www.7dvt.com)

Pur combattendo l'applicazione sociale della teoria di Darwin (il cosiddetto "darwinismo sociale"), i Low Anthem sembrano la manifestazione musicale della visione darwiniana della vita: dopo un lungo lavoro di raffinamento delle varie combinazioni sonore, solo i brani migliori - dodici squisiti pezzi neo-folk - sono sopravvissuti.

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