01 apr 2014

Milano: #mmguru & la smart city

Se non fosse per selfie, la parola del momento sarebbe sicuramente smart.
Un aggettivo all’apparenza semplice che ha acquisito, negli ultimi anni, una varietà di connotazioni che nemmeno il linguista più innovatore avrebbe potuto immaginare. La tecnologia è la prima ad essere smart, con una gamma di applicazioni che abbraccia automobili, case ed elettrodomestici. Con l’avvento dei wearables poi, oltre ai cellulari sono smart anche braccialetti, cuffie, occhiali, orologi, scarpe.

Ma cosa significa, oggi, essere smart, o meglio vivere smart?
Intelligenti dovrebbero essere innanzitutto gli uomini e le donne, a loro volta in grado di rendere intelligenti i prodotti e i servizi che utilizzano. Se si lascia troppo spazio al dominio degli oggetti, innamorandosi di un determinismo tecnologico che nemmeno Marshall McLuhan, un futuro prossimo à la “Her” è tutt’altro che impossibile.


Intelligenti possono essere anche le città. Anzi, è proprio ciò su cui puntano gli Stati e gli organismi come l’Unione Europea. La sostenibilità – ambientale, economica, sociale – e la necessità di garantirla alle generazioni venture, sono le prime leve che stanno spingendo le grandi metropoli, non solo quelle dell’Occidente, a diventare finalmente intelligenti, ripensando il loro rapporto con l’ecosistema e con i cittadini.

Per questo motivo, Meet the Media Guru - un programma di incontri sulla cultura digitale internazionale ideato nel 2005 da Maria Grazia Mattei  - ha invitato a Milano John Tolva. Come direttore dell’Ufficio per l’Innovazione e le Tecnologie della città di Chicago, @johntolva ha messo in pratica come smart city, civic innovation e clean technology, sviluppando una nuova generazione di servizi innovativi e di politiche pubbliche.









Solo un incontro? Può darsi, ma la cosa importante è che anche in Italia - magari con l'aiuto di "guru" presi momentaneamente in prestito dall'estero - si capisca (finalmente) cosa vuol dire essere, innanzitutto, cittadini intelligenti.

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