05 feb 2014

NSA e privacy: per "Le Scienze" è una nuova era

Nulla sarà mai più come prima

È con queste parole che inizia l'editoriale del numero di Febbraio 2014 di "Le Scienze" a firma di Marco Cattaneo.
Il direttore della versione italiana di "Scientific American" si riferisce alla pubblicazione da parte di Gleen Greenwald delle rivelazioni di Edward Snowden sui programmi di spionaggio della National Security Agency (NSA), l'agenzia per la sicurezza nazionale statunitense, e alla conseguenze rivoluzione culturale in tema di tutela della privacy.

Credit: mashable.com


Un argomento molto discusso negli ultimi tempi - non soltanto dagli addetti ai lavori - anche e soprattutto dopo l'accusa, rivolta ai giganti del web, di aver ceduto i dati dei proprio utenti all'intelligence USA.  

Al di là dei numeri  relativi a questa collaborazione, è indubbio che quello dei dati sensibili sia uno dei punti più caldi del rapporto tra la vita dei cittadini - di tutto il mondo - e i social network. La scelta di pubblicare on-line le proprie informazioni è una scelta personale, a cui nessuno è in fondo obbligato. Tuttavia, la sola possibilità che essi fossero accessibili a un sistema di spionaggio come Prism non era, fino ad ora, contemplata. Ecco perché, come scrive Cattaneo, "nulla sarà più come prima". 

Secondo il quale, "la rivelazione delle operazioni della NSA ha profondamente alterato la percezione dell’opinione pubblica in materia del rapporto tra la riservatezza dei dati personali e la [presunta] sicurezza nazionale, in nome della quale è stata commessa questa gigantesca violazione delle libertà individuali."

A che punto verrà collocato il nuovo equilibrio?
Le dichiarazioni del presidente Barack Obama non saranno certo sufficienti a calmare le acque e, in particolar modo, gli alleati degli Stati Uniti.



Una lettura davvero interessante e utile, dunque, arricchita dal contributo di Jaron Lanier.

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