28 gen 2014

"Noi" contro "loro": come si formano i gruppi

Gli esseri umani amano formare gruppi.
Dai fan club sportivi alle comunità nazionali, la civilizzazione è stata in larga misura caratterizzata dalla demarcazione di linee di confine tra un "noi" e un "loro". Un recente studio, effettuato con il supporto di modello realizzati al computer, suggerisce che la formazione dei gruppi è un processo più facile di quanto si pensasse.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, “Il Quarto Stato”, 1901


Per creare il modello, un team di scienziati guidato dagli psicologi Kurt Gray, della University of North Carolina, e David Rand, della Yale University, ha utilizzato dozzine di agenti virtuali identici, che interagivano fra loro come fossero persone reali.

All'inizio, tutti gli agenti erano equidistanti l'uno dall'altro, ma col tempo alcuni hanno iniziato a formare legami stretti mentre altri ad essere rivali (rapporti determinati facendo giocare a ogni incontro il cosiddetto "dilemma del prigioniero": quando due agenti cooperano, la loro vicinanza aumenta, quando non lo fanno diminuisce). Per permettere la formazione di gruppi, il modello consente agli agenti di fare "gossip" condividendo alleanze, interagendo quindi non soltanto con il proprio vicino ma anche con una terza parte in causa.

25 gen 2014

Gioia Tauro: armi, comunicazione e malattie

La vicenda dell'impegno italiano nella distruzione delle armi chimiche siriane nasconde diversi punti oscuri
Nonostante il tweet dell'Ambasciata USA a Roma, che plaudeva al ruolo svolto dell'Italia, non è ancora del tutto chiaro quali rischi per il nostro Paese comporterà tale ruolo.

L'Italia è uno dei principali donatori della missione Onu-Opac (l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche), che ha preso il via lo scorso ottobre con l'obiettivo di smantellare l'arsenale di Assad. Le tre fasi dell'operazione, come annunciato dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, si concluderanno entro un anno dal suo inizio: per la precisione, il 30 giugno del 2014. 

Fonte: Internazionale.it

19 lug 2013

Il gene ribelle emigra su Wired

Il gene ribelle ha deciso di emigrare.

Come i nostri antenati che abitavano la Terra milioni di anni fa, il blog ha sentito il bisogno di lasciare la propria terra d'origine per colonizzare ambienti più rigogliosi.

Le pubblicazioni continueranno regolarmente: potrete seguirle su Wired Italia



2 lug 2013

Le 5 parti (quasi) inutili del corpo umano

Denti del giudizio, tendine palmare lungo, orecchie a sventola: queste caratteristiche fisiche erano desiderabili qualche millennio fa, ma a causa dei cambiamenti nella nostra dieta e nell'ambiente stanno scomparendo progressivamente. Tuttavia, non si tratta di inutili vestigia del passato: offrono infatti un prezioso indizio della nostra storia evolutiva

Gogeta Super Sayan 4
Una delle più durature eredità intellettuali di Charles Darwin è l'idea de "l'antenato comune" - ossia che la storia della vita sia come un albero con diverse linee evolutive che si diramano da un tronco comune. Partendo da un unico antenato, tutte le creature viventi si sarebbero differenziate nel corso del tempo in risposta agli stimoli ambientali.
Così, anche gli essere umani avrebbero condiviso migliaia di antenati comuni con altri organismi: si può pensare ad esempio ai Neanderthal - i nostri cugini estinti più vicini - per poi passare agli scimpanzé - i più stretti tra i nostri parenti in vita - tornando indietro lungo l'albero della vita dei primati, fino ai primi mammiferi e persino ai primi esseri viventi.
Per 150 anni, i biologi hanno studiato il corpo umano alla ricerca dei resti dell'evoluzione sotto forma di caratteri apparentemente ridondanti oppure di organi doppioni.
Questo "bagaglio eccedente" è stato spesso considerato un riflesso dell'antenato comune e talvolta persino dei vari stadi dell'evoluzione.

Nel suo libro L'origine dell'uomo, pubblicato nel 1871, Darwin redasse una lista di un gran numero di parti del corpo umano in stato rudimentale, cioè strutture che sono assolutamente inutili o dall'utilità davvero scarsa, soprattutto in quanto le condizioni in cui si erano sviluppate non esistono più.

24 giu 2013

Un rettile di nome Jim Morrison

Che Jim Morrison sia morto è ormai cosa (quasi) certa.

I funerali del leader dei Doors si celebrarono, in gran segreto, la mattina del 7 luglio 1971 a Parigi. Non era presente nessun prete e non venne celebrato alcun rito religioso. La fidanzata Pamela recitò i versi del poema "La celebrazione della Lucertola", scritto nel 1968 dalla stessa rockstar.

I am the Lizard King / Sono il re Lucertola 
I can do anything / posso fare tutto ciò che voglio 
I can make the earth stop in its tracks / Posso fermare la terra nel suo cammino

Ma quello che è stato da poco scoperto sembra essere, fuor di metafora, il vero re delle lucertole. Lungo fino a 1,8 metri e di un peso che poteva arrivare ai 27 chili, Barbaturex morrisoni  è stato ricostruito a partire da una mandibola, rinvenuta da un team guidato da Jason Head. Il quale, nel corso della ricerca che ne è seguita, avrebbe ascoltato proprio i Doors, facendosi suggestionare dalla loro musica e decidendo il nome scientifico della sua creatura (Barbaturex vuol dire "re barbuto": una delle peculiarità dell'animale sono alcune creste sulla mandibola inferiore, possibili segni di una pappagorgia simile a quella delle iguana contemporanee).

Fonte: www.brecorder.com